Il manifesto del low-code: una soluzione radicale per la crisi dello sviluppo software

Se si dà un’interpretazione abbastanza libera alla parola “soluzione”, c’è sempre la possibilità che un rimedio provvisorio funzioni. Ma fare solo il minimo indispensabile nello sviluppo software può stroncare l’innovazione e mettere la tua organizzazione in una situazione di svantaggio rispetto a concorrenti più rapidi e agili.

Con l’incredibile evoluzione della trasformazione digitale, i software personalizzati possono offrirti il maggiore vantaggio competitivo, ma molte aziende faticano a tenere il passo con la crescente domanda di applicazioni aziendali. Il problema è così grave che siamo arrivati a un punto in cui il divario in materia di applicazioni richiede una soluzione urgente. Ecco qualche dato:

  • Secondo Future of Work, un sondaggio condotto recentemente da IDG, il 50 % delle applicazioni aziendali non riesce a soddisfare le aspettative
  • Secondo Forrester, il 75 % delle società teme di non essere in grado di implementare le applicazioni entro i tempi richiesti
  • L’86 % dei professionisti IT afferma che la domanda di nuove app e integrazioni tecnologiche causa forti preoccupazioni all’interno della propria organizzazione

Serve una soluzione migliore?

Con la velocità vertiginosa della trasformazione digitale, ricorrere a scorciatoie per creare l’app perfetta sull’ultima versione dei prodotti in azienda potrebbe sembrare allettante, ma il costo di sostituire e manutenere un software che non riesce a soddisfare le aspettative potrebbe essere molto più alto della spesa di una realizzazione corretta fin da subito. Allora perché non puntare più in alto e consentire alla tua organizzazione IT di creare applicazioni migliori di quanto tu abbia mai immaginato?

È qui che entra in gioco lo sviluppo low-code, un modo profondamente diverso di trasformare idee innovative in software personalizzati. Il low-code consente agli sviluppatori di creare un’applicazione personalizzata da 10 a 20 volte più velocemente rispetto alla codifica da zero. Pensiamo a Options Clearing Corporation (OCC), l’azienda che si occupa di compensazione dei derivati azionari più grande al mondo. OCC ha usato il low-code per creare e distribuire 9 importanti applicazioni di gestione del rischio in soli 18 mesi.

Oggi utilizza applicazioni low-code per fare di tutto, dall’acquisizione di nuovi clienti alla gestione dello sviluppo di nuovi prodotti, fino alla creazione automatizzata di documentazione sulla compliance e altro ancora.

Un altro esempio è Aviva, una delle maggiori compagnie assicurative al mondo. Con l’aiuto di una piattaforma low-code, Aviva è stata in grado di combinare i dati di 22 sistemi diversi per creare un’unica panoramica del cliente, per un call center più efficiente. L’impatto aziendale? I tempi di risposta del servizio clienti sono migliorati di ben 9 volte e i costi operativi sono scesi addirittura del 40 %.

La semplice verità

Per usare le parole del fondatore e CEO di Appian, Matt Calkins: “Se potessi riassumere Appian (sviluppo low-code) in una sola parola, sarebbe semplicità. Ma tutte le aziende devono essere in grado di accelerare la distribuzione dell’IT senza andare a discapito della qualità (risparmiando sui costi) o accumulare ulteriore debito tecnico”, afferma Calkins che recentemente ha ribadito questa idea in un’intervista con ComputerWorld:

“Oggi quello dei software è un settore lento, che richiede anni, come una cascata”, ha detto. “È abbastanza rapido da consentire di risparmiare denaro ma non abbastanza da attrarre i clienti, i cui gusti possono essere molto volubili. … “Dunque, se è vero che la priorità numero uno per lo sviluppo di nuove applicazioni in termini di trasformazione digitale è quella di soddisfare il cliente, credo che il nostro approccio sia troppo lento”.

Un impatto aziendale più rapido, costi inferiori

“Poiché le piattaforme no-code/low-code sono oggi infrastrutture integrate”, afferma Bloom di ITML, “credo sia necessario presentarle come una piattaforma enterprise di sviluppo rapido, perché è questo che vuole sentire l’IT. Inoltre, qualunque sia il costo mensile, trimestrale o annuale per desktop (a seconda dello strumento e del numero di computer coinvolti) una piattaforma di sviluppo low-code può garantire dei risparmi finanziari notevoli, poiché permette di sviluppare molti tipi di app diversi e il prezzo per desktop non cambia”, afferma Bloom.

“Se implementata e utilizzata correttamente, la prima app potrebbe risultare un po’ costosa”, spiega. Ma con la seconda, la terza, la quarta, la quinta app e così via, il ROI raggiunge vette ancora più alte, perché le app vengono sviluppate più rapidamente e l’ambiente della piattaforma è ammortizzato su più app. Pertanto, i costi di sviluppo si abbassano notevolmente, considerando ogni singola applicazione”.

Inoltre, possiamo parlare di come si presenta lo sviluppo low-code: immagina un modello Lego per la creazione di software aziendali, con strumenti di trascinamento degli elementi che consentono agli sviluppatori di realizzare applicazioni senza dover scrivere codice. Ecco come CIO Magazine ha descritto i vantaggi del low-code: “Le migliori piattaforme low-code offrono strumenti informatici agili e innovativi, che aiutano l’azienda a muoversi più velocemente, tenere il passo con le aspettative dei clienti e produrre un impatto aziendale più rapido”.

Perché alcune piattaforme low-code sono così potenti?

Perché il low-code trasforma la tua idea in applicazione, attribuendole una serie di funzionalità ereditate automaticamente dalla piattaforma. Nelle migliori piattaforme, queste possono includere funzionalità di sicurezza avanzata e parità fra diverse piattaforme, che sarebbero proibitive e dispendiose da programmare con la scrittura di codice. In pratica, è una garanzia di potenza gratuita.

Le migliori piattaforme low-code consentono agli utenti di soddisfare anche i requisiti aziendali più complessi in termini di sicurezza, scalabilità e affidabilità. Un recente studio di Forrester ha rivelato che le aziende con la minore tolleranza per i tempi di inattività e la perdita di dati e con i requisiti più elevati in materia di controllo continuato e certificazione indipendente di sicurezza hanno maggiori probabilità di sviluppare le loro applicazioni più importanti attraverso il low-code.

I 3 dati chiave sulla potenza del low-code

  1. Affidabilità e sicurezza: la piattaforma low-code di Appian, ad esempio, offre la sicurezza di un servizio affidabile al 99,95 %. È inoltre disponibile un accordo sul livello di servizio opzionale che garantisce un’affidabilità al 99,95 %, con un obiettivo per il tempo di recupero (RTO) di 15 minuti. La sicurezza è integrata direttamente nella piattaforma Appian, con una gamma di garanzie e distintivi di sicurezza dell’azienda infinitamente superiore agli altri fornitori del settore.
  2. Copertura globale: hai bisogno di copertura globale per la tua applicazione? Le migliori piattaforme low-code ti garantiscono anche questo. I data center di Appian sono situati strategicamente in diverse regioni e zone di disponibilità in tutto il mondo, e la sicurezza sul cloud di Appian è pensata per soddisfare i più severi standard di settore locali, regionali e internazionali. Con le migliori piattaforme low-code, puoi ospitare la tua applicazione ovunque, perché funziona nel cloud. Non solo: puoi lasciare i dati dove preferisci, perché la piattaforma è in grado di unire le viste dei dati indipendentemente dalla loro locazione.
  3. Mobilità istantanea: crei una volta, distribuisci ovunque. L’avvento di dispositivi mobili come telefoni cellulari e tablet ha generato ondate di nuove richieste di sviluppo. E poi ci sono Alexa, gli smart watch e chissà cos’altro ci aspetta dietro l’angolo. La progettazione delle moderne applicazioni aziendali richiede standard di funzionalità multipiattaforma. Con un vero sviluppo low-code, tutto avviene automaticamente dietro le quinte, senza bisogno di sforzi, scrittura di codice o risorse aggiuntivi.

Low-Code: ripensare lo sviluppo software

“… Il vero ruolo del low-code, a mio parere, è nella riprogettazione dei processi aziendali”, afferma Bloom di IML, “perché rende possibile uno sviluppo rapido per migliorare i processi interni, un risultato eccezionale per le società che vogliono modificare le operazioni interne in un contesto di trasformazione”.

Oggi, le organizzazioni sono sottoposte a una forte pressione per tenere il passo con il ritmo vertiginoso della trasformazione digitale. Molte aziende credono ancora che il modo migliore di fare innovazione sia la codifica del software da zero. Dieci anni fa, se si desiderava creare, integrare e distribuire una nuova importante applicazione aziendale in settimane e non in anni, c’era ben poco da fare. Ma l’ascesa del low-code ha cambiato tutto e le ricerche indicano che la quota di progetti IT che richiedono codifica da zero sarà presto dimezzata.

Torniamo però al problema del rimedio provvisorio. Intuitivamente, sappiamo che un rimedio provvisorio è un tentativo raffazzonato di risolvere un problema, che di solito porta a problemi più grandi che avrebbero potuto essere evitati se si fosse fatto bene il proprio lavoro sin dall’inizio.

Lo stesso vale nello sviluppo software. Siamo sull’orlo di una rivoluzione low-code. Le aziende che hanno adottato questa tendenza stanno alzando l’asticella della sfida, cambiando le regole, creando software e producendo valore aziendale più velocemente di quanto chiunque potesse immaginare. Se non puoi vincere la corsa, non gareggiare.

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