BPM: la spina dorsale flessibile dell’automazione intelligente (parte 1)

Neil Ward-Dutton, Research Director, MWD Advisors
Neil Ward-Dutton, scrittore e VP di AI and Intelligent Process Automation European Practices per IDC

Alcuni ritengono che l’automazione intelligente dei processi (AI), per le aziende, sia un’opportunità per avere un futuro migliore, mentre altri pensano sia vero il contrario. I leader digitali, oggi, abbracciano l’ascesa dell’automazione intelligente, mentre i dirigenti più cauti si limitano a prendere atto della tendenza o ad applicarla a compartimenti stagni, progetto per progetto.

Tuttavia, l’analista di settore Neil Ward-Dutton afferma che, per beneficiare dell’impatto radicale dell’automazione, le organizzazioni hanno bisogno di una soluzione leggera e flessibile che possa consentire anche a chi non si occupa di sviluppo all’interno dell’organizzazione di sfruttare il potere dell’AI, allineandola alla strategia di trasformazione digitale dell’azienda.

Inoltre, dice Ward-Dutton, è necessario nominare un coordinatore digitale, perché molte tecnologie, servizi e framework adottati per automatizzare le diverse parti del business cambieranno nel tempo, per cui bisognerà stabilire una sorta di colonna portante a cui collegare molte funzionalità diverse, da modificare di volta in volta. Da un punto di vista strategico il BPM è la soluzione ideale, come una spina dorsale flessibile per l’automazione intelligente.

In breve, l’AI è un potente strumento per aiutare i CIO a raggiungere i propri obiettivi di trasformazione digitale e pare che la strategia più redditizia sia puntare a una scalabilità dell’automazione su tutti i livelli: i marchi di maggior successo stanno moltiplicando velocità e potenza di BPM, machine learning e Robotic Process Automation con lo sviluppo low-code, per fornire un servizio clienti migliore e più veloce e ottenere una maggiore visibilità su canali di vendita, modelli operativi, operazioni commerciali quotidiane e quant’altro. Il rovescio della medaglia, tuttavia, è che molte organizzazioni adottano un approccio frammentario per automatizzare i flussi di lavoro all’interno dell’organizzazione.

Secondo il Wall Street Journal, solo il 17 % delle aziende ha implementato l’automazione intelligente a tutti i livelli. Al contrario, afferma Ward-Dutton, le aziende che scelgono un approccio frammentario in questo senso potrebbero non sopravvivere. Il che ci porta a ripubblicare la seguente intervista con Ward-Dutton, uno degli analisti e consulenti di tecnologia strategica più esperti e di alto profilo in Europa, che ha condiviso alcuni preziosi consigli sui seguenti argomenti:

  • Perché è importante sfruttare l’AI ADESSO
  • Come è cambiata l’economia dell’AI e perché
  • Perché il BPM è sempre più rilevante

Speriamo che questa conversazione fornisca spunti interessanti.

Perché l’automazione intelligente è importante

Appian: Hai scritto molto sull’evoluzione di BPM e automazione intelligente. In che modo l’AI influisce sulle aziende e perché i dirigenti dovrebbero interessarsene?

Ward-Dutton: L’automazione intelligente consiste fondamentalmente in due cose: costi e portata, che sono concetti strettamente correlati. L’automazione non è una novità. È parte integrante delle pratiche aziendali da più di due secoli, più o meno da quando sono stati introdotti i processi di produzione durante la rivoluzione industriale. Negli ultimi tre anni, però, le tecnologie di automazione sono diventate più accessibili, allo scopo di migliorare efficienza, qualità, compliance normativa e qualsiasi tipo di attività amministrativa all’interno delle aziende.

"L’opportunità di automatizzare questo tipo di lavoro è aumentata drasticamente perché l’economia è cambiata."

Distruggere le barriere all’automazione delle imprese

Appian: In che modo?

Ward-Dutton: Fino a 5 o 10 anni fa, sofisticati software per il BPM e tecnologie di integrazione venivano utilizzati per automatizzare attività come l’elaborazione finanziaria in banca o la fornitura di servizi per le reti di telecomunicazioni, per fare due esempi.

Erano tecnologie che implicavano sfide non indifferenti e di un certo valore. Di recente, però, sono state rese disponibili nuove tattiche e tecnologie che ci permettono di automatizzare più tipi di attività. Senza voler entrare nello specifico, questa è automazione intelligente.

In pratica si tratta di eliminare le barriere all’entrata, perché l’automazione ora è meno costosa.

Appian: E dove si colloca il BPM in tutto questo? Ha ancora un ruolo di rilievo, nell’era della trasformazione digitale?

Ward-Dutton: Sì, credo che abbia un ruolo estremamente importante. Sono in molti a dire “Il BPM è morto”. Circa 10 anni fa c’era un gran clamore sull’argomento, ma quell’ondata di popolarità è passata. Però, come ho detto, gran parte di ciò che facevamo con il BPM all’inizio serviva ad affrontare problemi spinosi e non indifferenti.

Se si analizza la tecnologia che alimentava gran parte dell’ondata innovativa del BPM, ci si accorge che è ancora lì, che ora è più facile usarla ed è anche meno costosa, grazie all’avvento delle tecnologie basate sul cloud. Oggi vediamo che, anche prendendo in considerazione il BPM da solo, ovvero la possibilità di progettare un sistema di workflow, distribuirlo e sfruttare gli analytics per migliorare le interazioni con le persone e il coordinamento del lavoro, ci si rende conto che non è mai stato così importante.

Appian: Inoltre, viene applicato a una varietà di problemi di business più ampia.

Ward-Dutton: Sì, invece di essere relegato a contesti di back office molto complessi, viene applicato a un livello più circoscritto, per esempio a livello di dipartimento, allo scopo di risolvere problemi meno strategici. Questa è la prima considerazione da fare sul perché il BPM è ancora importante. È una tecnologia che consente di coordinare il lavoro in maniera efficiente tra team e reparti o lungo l’intera supply chain.

"E quando osservi tutte le altre tecnologie legate all’automazione che vanno di moda adesso, come l’RPA, l’intelligenza artificiale, il machine learning e il decision management, il BPM gioca un ruolo di rilievo perché è ciò che consente di fare tutto questo."

Appian: Hai parlato del BPM anche come di una sorta di spina dorsale. Che cosa intendevi?

Ward-Dutton: Pensa ai tanti bot ormai diffusissimi nelle aziende in tutto il mondo. Se li consideri una forza lavoro digitale, avrai bisogno di una figura che la diriga, come in un’orchestra. Ma ti servirà anche una tecnologia di supporto per coordinare il tutto. Ed è qui che il BPM gioca un ruolo davvero fondamentale.

(Torna qui la prossima settimana per vedere la parte finale dell’intervista aggiornata e ripubblicata con l’analista ed esperto di automazione intelligente dei processi Neil Ward-Dutton).

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