L’automazione aiuta ad ampliare le potenzialità umane

L’automazione di quelli che un tempo erano compiti eseguiti manualmente è ormai da tempo una componente chiave del rapporto tra IT e aziende. Con l’ascesa delle tecnologie di Robotic Process Automation e dell’intelligenza artificiale, l’automazione delle attività aziendali ripetitive sta ottenendo un’attenzione sempre maggiore e il concetto di "automazione intelligente" nelle organizzazioni ha dato il via a una tendenza esaltante e altamente rivoluzionaria. Per ottenere il massimo valore da tecnologie in continua evoluzione, però, è il discorso sull’automazione stessa a dover evolvere. Da sempre, l’automazione viene vista come un modo per rimpiazzare gli essere umani con delle macchine, tuttavia si tratta di una visione molto miope, che comporta una lunga serie di conseguenze sia in termini di macroeconomia che di reputazione.

L’automazione dovrebbe essere utilizzata per rendere gli esseri umani ancora più preziosi, consentendo loro di concentrarsi su compiti dal valore aggiunto come la risoluzione problemi, l’interazione con i clienti e la creazione di nuove opportunità di guadagno. I robot, nel frattempo, si occuperebbero delle attività ripetitive e di poco valore (24 ore al giorno, 7 giorni su 7, senza lamentarsi), lasciando ai dipendenti tutti quei compiti che richiedono uno speciale tocco umano. Orientare la propria azienda in questa direzione può consentire alle organizzazioni di riqualificare a poco a poco i propri dipendenti e di gestire il progressivo aumento dell’automazione in modo da incrementare le potenzialità dei dipendenti, invece di limitarsi a tagliare il personale.

L’automazione fa il "lavoro sporco"

L’automazione viene impiegata in quasi tutti i settori (dalle catene di montaggio nella produzione alla contabilità in back-end dei servizi finanziari), in cui si fa carico di un’ampia gamma di "lavori sporchi", mentre l’intelligenza artificiale e il machine learning contribuiscono alla creazione di casi d’uso nuovi e sempre più avanzati. L’impiego di bot IA, per esempio, consente di portare a termine molte attività di assistenza tramite software. La presenza di operatori nella gestione del reso di un prodotto potrebbe comportare il passaggio attraverso tre o quattro flussi di lavoro manuale, mentre, se sostituiti dai robot, gli stessi dipendenti potrebbero dedicare più tempo a instaurare relazioni con i clienti e rafforzare la lealtà alla marca.

L’automazione come manna per i lavoratori della conoscenza

Questo tipo di casi d’uso dell’automazione sta diventando sempre più evidente in un’ampia gamma di settori. Secondo un report del Forbes Technology Council, l’automazione potrebbe costituire una vera manna per i lavoratori della conoscenza, consentendo loro di affrontare al meglio la marea di dati che devono elaborare ogni giorno. In pratica, potrebbe generare una situazione in cui le attività di elaborazione di grandi quantità di dati degli utenti vengono automatizzate, consentendo di passare più tempo a effettuare analisi e a sfruttare la capacità di pensiero critico propria degli esseri umani.

Secondo la fonte della notizia, le aziende che sperano di trarre pieno vantaggio dall’automazione devono agire rapidamente per creare una cultura di costante sviluppo delle competenze e riqualificazione. Con l’automazione di un numero sempre maggiore di attività, i leader delle organizzazioni dovranno impegnarsi per garantire ai propri dipendenti una formazione regolare, per renderli non solo importanti, ma fondamentali per l’azienda.

Certo, potrebbe sembrare una richiesta esagerata: adattarsi continuamente e crescere nel proprio lavoro non è cosa da poco. Tuttavia, i risultati possono essere molto appaganti, perché i dipendenti che continuano a crescere e ad acquisire competenze hanno meno probabilità di incorrere in un esaurimento.

Un approccio all’automazione strategico e così incentrato sul personale può avere un grosso impatto sulle aziende, come è già avvenuto nel caso di Toyota.

L’equilibrio tra automazione e abilità umane di Toyota

Il settore della produzione può sembrare il più adatto per l’applicazione dell’automazione. Molte delle operazioni di ogni giorno sono strutturate attorno a compiti ripetitivi, già programmati in larga misura all’interno di macchinari. Inoltre, spesso comportano rischi in termini di sicurezza, cosa che rende il passaggio alla robotica ancora più invitante. Tuttavia, questo non deve portare le organizzazioni a supporre che l’automazione sia sempre la scelta migliore. Secondo un rapporto di Fast Company, la casa automobilistica Toyota ha fatto diversi esperimenti in termini di automazione, eseguendo un’ampia gamma di operazioni per identificare i migliori casi d’uso.

Wil James, presidente della filiale di Toyota Motor Manufacturing in Kentucky, ha rivelato alla fonte della notizia che negli ultimi 15 anni l’azienda ha mantenuto un tasso di automazione immutato, per un semplice motivo: "Le macchine vanno bene per compiti ripetitivi, ma non sono in grado di migliorare la propria efficienza o la qualità del loro lavoro, caratteristica propria degli umani" ha commentato.

Proprio lui che, come produttore, ha inaugurato l’era dell’automazione. L’impegno di Toyota nell’utilizzare l’automazione e rivedere processi di produzione in uso ormai da tempo ha portato a una significativa rivoluzione in diversi settori. Tuttavia, l’azienda è stata molto attenta ad adottare l’automazione mantenendo una struttura di base solida, assicurandosi di dare sempre il giusto valore al modo in cui gli esseri umani possono migliorare l’operatività tramite un incessante impegno nell’identificare con precisione le reali potenzialità dell’automazione e il modo in cui i dipendenti possono sostenerle.

L’automazione non deve andare a sostituire la forza lavoro, ma può incrementarne le potenzialità.

Per esempio, l’articolo di Fast Company iniziava mostrando un nuovo robot per l’installazione di macchinari utilizzato da Toyota. Un tempo, completare la configurazione del sistema richiedeva l’utilizzo di una gru che sollevasse il dispositivo, mentre il personale, da sotto, gestiva tutte le connessioni manualmente. Oggi, invece, sono i robot a occuparsi di quel compito ripetitivo e potenzialmente pericoloso, senza che ci sia stato alcun taglio al personale: i dipendenti adesso si occupano di effettuare ispezioni e controlli qualità, oltre ad assicurarsi che ogni singola parte del progetto funzioni a dovere. Gli esseri umani, liberati da compiti più noiosi, possono spendere più tempo in attività di alto livello.

È proprio di questo che parlava il Forbes Technology Council, quando affermava che i lavoratori della conoscenza possono trarre benefici da sistemi che elaborano automaticamente i dati al posto loro. L’automazione non deve andare a sostituire la forza lavoro, ma può incrementarne le potenzialità.

Usare l’automazione per creare valore umano

Un approccio all’automazione incentrato sui dipendenti è quello che sosteniamo anche noi di Appian, e la nostra piattaforma per la trasformazione digitale è stata progettata per aiutare le organizzazioni di quasi tutti i settori a interfacciare dati e tecnologie, per consentire ai propri dipendenti di dare sempre il massimo.

I nostri sistemi di Business Process Management, Robotic Process Automation e la piattaforma per lo sviluppo di applicazioni lavorano insieme per guidare la trasformazione digitale e aiutare le aziende ad automatizzare compiti che impediscono agli utenti di realizzare il proprio potenziale. Prendiamo ad esempio le verifiche di conformità normativa. In genere, ci vogliono giorni solo per raccogliere il materiale, prima ancora che possa essere utilizzato. Automatizzare quella fase, però, consente di avere più tempo da dedicare all’analisi. Dalla produzione al lavoro della conoscenza, Appian aiuta le aziende a sfruttare l’automazione per ottenere maggiore valore dalle persone, creando nuove opportunità di guadagno. Contattaci subito per saperne di più.

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