Un corso intensivo sul software low-code: che cos’è, che cosa fa e perché è importante

Nel caso non lo avessi notato, la rivoluzione digitale si sta diffondendo in maniera esponenziale.

Con il boom dell’intelligenza artificiale, poi, questa crescita subirà un’accelerazione assai più rapida di quanto non si potesse immaginare.

Le aziende si troveranno quindi a dover fare di tutto per rimanere al passo con il ritmo frenetico del cambiamento.

Come CXO di una grande organizzazione, sai che la rivoluzione sta per arrivare, ma non sai quando:

invece di rimanere in attesa dell’inevitabile, devi impegnarti a creare il potenziale necessario per sconfiggere le minacce e capitalizzare sulle opportunità prima che lo faccia la concorrenza.

Per farlo, ti servono due cose: velocità e potenza. La prima ti serve per adattarti a opportunità e minacce in rapida evoluzione con tutta l’agilità del digitale.

La seconda per creare applicazioni aziendali in grado di anticipare i tempi e mantenerti sempre in prima linea sul mercato.

Il che ci porta al tema dei software low-code.

Si può parlare del low-code in molti modi diversi.

La cosa migliore, forse, è concentrarsi su cos’è, a cosa serve e perché è importante.

Software low-code: il segreto per creare valore in azienda, rapidamente

Con lo sviluppo personalizzato tradizionale, la velocità di creazione del valore per le aziende era alquanto limitata. Ben diversi sono i moderni strumenti di sviluppo low-code, che consentono di trasformare grandi idee in applicazioni aziendali a una velocità venti volte superiore rispetto alla scrittura di codici. Inoltre, permettono di fare qualsiasi cosa:

  • Acquisire clienti più rapidamente e accelerare la creazione di profitti
  • Approfittare di opportunità commerciali da cogliere al volo
  • Permettere ai dipendenti di accedere alle informazioni di cui hanno bisogno, ovunque, in qualsiasi momento e su qualsiasi dispositivo
  • Semplificare i processi in più punti di contatto con i clienti all’interno dell’azienda
  • Creare un’esperienza per i clienti che sia coerente sul web così come su canali social, mobile e altro

Il low-code abbatte le barriere che ostacolano la collaborazione tra le aziende e i team informatici, favorendo la composizione visuale rispetto alla scrittura di codici.

“Si tratta di coinvolgere l’intera organizzazione nel processo di innovazione e trasformazione digitale”, afferma Clay Richardson, cofondatore e CEO di Digital FastForward, società di consulenza specializzata in trasformazione digitale.

“Il punto chiave”, continua Richardson, “è che, storicamente, il BPM è stato venduto come una piattaforma utilizzabile dagli analisti di business come da chiunque altro. In realtà però, nella maggior parte dei casi, erano gli sviluppatori a dover fare il 90 % del lavoro”.

“Con il low-code, invece, quell’idea del BPM sta diventando realtà”, afferma Richardson. “Oggi, anche i dipendenti che non si occupano di sviluppo possono partecipare alla creazione di soluzioni e testarle con i clienti.  La morale è che, se la trasformazione digitale e l’innovazione vengono lasciate nelle mani di un gruppo ristretto di persone all’interno di un’organizzazione, il fallimento è assicurato”.

Dai libero sfogo all’innovazione in tutta l’azienda

L’alternativa è lasciare a qualche membro del team IT il compito di creare innovazione per l’organizzazione nel suo complesso.

Così facendo, però, si rischia di rallentarne l’operato al punto che, in mancanza di risultati tangibili, la trasformazione digitale tornerà a essere considerata solo come l’ultima moda passeggera.

Meglio adottare un approccio low-code che consenta a tutto il personale (e non solo agli sviluppatori) di progettare, realizzare e testare nuove idee con clienti e stakeholder, cosa che potrebbe avere un enorme impatto sull’intera organizzazione.

Per fare un esempio, le piattaforme low-code offrono un modo facile e veloce per aggiungere la Robotic Process Automation (RPA) al proprio portfolio di trasformazione digitale.

“La gente tende a pensare che l’RPA sia un’implementazione complessa”, sostiene Richardson. “Ma il low-code semplifica il processo di automazione,  liberando sviluppatori, back office e front end da compiti di routine di basso valore e consentendo loro di concentrarsi su attività dal valore più elevato”.

“A differenza dell’approccio tradizionale, in cui si cerca di automatizzare un processo fondamentale”, continua, “qui si tratta di combinare tutti questi elementi. Il segreto sta nel concentrarsi sull’esperienza del cliente e utilizzare l’automazione dei processi low-code per offrire un’esperienza digitale migliore, che connetta le infrastrutture front end e back end dell’organizzazione”.

3 ostacoli che impediscono di agire alla velocità del digitale

Tenere il passo del digitale è estremamente difficile, ancor più se a ostacolarti ci sono i sistemi legacy. Probabilmente avrai già sentito parlare di:

  1. Cicli di sviluppo delle app prolungati: le app personalizzate sono diventate uno degli strumenti principali con cui le aziende riescono a distinguersi dalla concorrenza, ma le tecniche di codifica tradizionali comportano cicli di sviluppo molto lunghi. Conoscere i requisiti e farne una base solida è imprescindibile, perché la scrittura di codici è un’attività che manca di flessibilità e l’aggiunta di modifiche in un secondo momento potrebbe significare ritardi da pagare cari. Scrivere grandi quantità di codice con risorse limitate non è facile: per questo sei sempre costretto a fare tutto di corsa per tenere il ritmo della richiesta di app.
  2. Architetture rigide per le App: per via del livello di complessità delle app personalizzate, una volta completate è molto difficile modificarle. Anche il più piccolo intervento sul codice deve essere testato in modo esauriente e messo in produzione con grande cautela. Ciò pone grossi limiti alla flessibilità operativa, poiché modificare le rigide architetture delle app è una vera sfida.
  3. Mobilità non prioritaria: fino a poco tempo fa, molte aziende trattavano la necessità di trasformare le metodologie informatiche tradizionali per lo sviluppo di app adatte a interfacce utente e sistemi operativi mobile diversi come una questione secondaria. E adesso fanno molta fatica ad adattare le proprie attività alle esigenze di utenti mobile, smartphone e tablet.

La buona notizia è che lo sviluppo low-code abbatte queste barriere, semplificando l’architettura delle applicazioni, creando soluzioni che funzionano su dispositivi tradizionali e mobili e dissolvendo gli ostacoli tra business e IT.

In quanto a iperreattività, la potenzialità del low-code in questo campo non ha paragoni. Dal punto di vista del valore aziendale, poi, il low-code consente la produzione rapida e ripetuta di applicazioni, facendo emergere le aziende leader del digitale una spanna sopra le altre.

Interpretare il codice: creazione vs acquisto

Se hai un’azienda informatica come tante, avrai anche tu un elenco infinito di progetti arretrati. Ogni organizzazione ha bisogno di app per tenersi al passo con le aspettative, ma i team informatici spesso hanno difficoltà nel soddisfare la relativa domanda mantenendo un ritmo operativo elevato.

Naturalmente, per soddisfare le esigenze aziendali si potrebbero acquistare soluzioni già pronte, ma a quel punto il problema sarà l’integrazione. Dati e processi vengono divisi in compartimenti stagni e, prima di che ce ne si renda conto, ci si trova di fronte a un problema più grande di prima.

Meglio creare le proprie soluzioni, se se ne ha la possibilità. In questo caso il problema è dato dagli sviluppatori che non riescono a tenere il passo con la domanda: si potrebbe provare ad aumentarne il numero, ma quelli talentuosi sono pochi e si fanno pagare caro.

Queste e altre problematiche possono essere risolte tramite lo sviluppo low-code, che semplifica e accelera la creazione di applicazioni aziendali da parte di sviluppatori e non.

Certo, l’utilizzo del low-code aumenta la capacità degli sviluppatori professionisti di creare applicazioni, ma vale la pena sottolineare che le piattaforme per lo sviluppo low-code sono progettate per supportare qualsiasi applicazione per l’intera durata della sua vita utile.

Approccio agile allo sviluppo software

L’agilità delle piattaforme low-code rende estremamente utile l’inserimento di processi di sviluppo agile all’interno delle organizzazioni informatiche ad opera dei CIO.

Si tratta di un modo facile e veloce per estendere e adattare le applicazioni all’intera organizzazione: poiché sono controllate dall’IT, le applicazioni create in low-code possono entrare fin da subito a far parte dell’architettura dell’azienda.

Sufficientemente flessibile per soddisfare le esigenze funzionali e abbastanza potente per grandi progetti aziendali, lo sviluppo low-code ti consente di avere sempre il controllo della situazione. Dai agli amministratori delle app le responsabilità che gli competono e consenti loro di stabilire i livelli di autorizzazione.

Così facendo, le informazioni verranno condivise solo con chi ne ha bisogno.

Che si tratti di un’applicazione semplice o complessa, con migliaia di punti di accesso ai dati, che tu sia un principiante o uno sviluppatore professionista, non ha importanza. Lo sviluppo low-code ti dà tutta la velocità e la potenza di cui hai bisogno.

Il low-code decolla dalla Robins Air Base

Ogni organizzazione si affida ai software per funzionare, e la Robins Air Force Base non fa eccezione.

In qualità di maggiore datore di lavoro dello stato della Georgia, Robins dà lavoro a circa 25 000 tra membri dell’esercito, appaltatori e civili, e riveste un’importanza fondamentale nelle missioni dell’aviazione e della marina degli Stati Uniti.

Gli ufficiali della Robins avevano bisogno di un sistema di case management dinamico per identificare, tracciare e accelerare la risoluzione di potenziali rischi per la base e per effettuare audit trail completi nell’ottica della conformità normativa. Di conseguenza, hanno scelto di utilizzare la piattaforma di sviluppo di applicazioni low-code di Appian per la creazione di uno strumento di rilevazione dei rischi (HRT).

Questa soluzione è stata sviluppata grazie a una collaborazione tra 402nd Software Maintenance Group (SMXG) e altri appaltatori che non avevano mai utilizzato Appian prima. Ciononostante, sono riusciti a creare e rendere operativa l’applicazione aziendale HRT dopo due sole settimane di formazione.

Come se non bastasse, sono riusciti a rendere disponibile HRT a 20 000 utenti in un solo giorno.

L’applicazione recepisce gli input dei dipendenti grazie a un semplice modulo digitale che attiva un processo di revisione e tracciamento del case management a livello dell’intera base, dalla sua creazione fino alla risoluzione.

Rendere l’integrazione dei dati meno complessa

Appian integra i dati relativi a casi specifici con vari sistemi tradizionali e offre a 25 000 utenti finali una panoramica a 360 gradi sui dati più rilevanti, consentendo loro di migliorare e velocizzare le decisioni relative ai casi trattati, sulla base di informazioni più accurate.

Ogni attività o documento legato a un determinato caso viene raccolto dal sistema, che effettua una verifica completa dei dati e offre agli ufficiali della base la visibilità di cui hanno bisogno per identificare eventuali rischi prima che si tramutino in problemi di conformità.

Negli ultimi quattro anni, gli ufficiali hanno usato la piattaforma Appian per implementare più di 40 applicazioni in grado di svolgere attività come gestione dei progetti, revisione tra pari, controllo qualità, approvazione degli acquisti, gestione dei talenti e molto altro.

Quella della Bendigo and Adelaide Bank, una delle più importanti banche australiane, con oltre 1,6 milioni di clienti e 66 miliardi di dollari in asset, è un’altra storia sul successo del low-code. La banca, infatti, ha utilizzato la piattaforma low-code di Appian per lanciare decine di applicazioni aziendali di primo livello all’incredibile ritmo di una al mese.

Anche le banche scelgono lo sviluppo di app low-code

Secondo uno recente studio di McKinsey & Company, entro il 2025 le banche potrebbero perdere il 60 % dei profitti derivanti dal credito al consumo a causa dei disruptor nella tecnofinanza, il 34 % di quelli derivanti dai pagamenti e dai prestiti alle piccole imprese, il 30 % dei profitti in area wealth management e il 20 % di quelli derivanti dai mutui ipotecari.

Bendigo e altre banche esperte di digitale, però, stanno contrastando questa tendenza grazie alla tecnologia low-code, aumentando la velocità dei propri servizi, migliorando l’esperienza cliente e anticipando eventuali rischi e problemi di compliance.

“La nostra visione prevede di rimuovere ogni ostacolo dal percorso dei clienti, a prescindere dal dipartimento bancario con cui interagiscono”, ha dichiarato Andrew Watts, Executive for Customer Service Improvement di Bendigo and Adelaide Bank.

“La rapidità con cui Appian ci ha permesso di sviluppare e implementare queste app fondamentali per il successo della nostra missione ne ha fatto il partner ideale per dare vita alla nostra visione”.

Ma tu hai bisogno del low-code?

Il punto è che ad oggi, il settanta per cento di tutte le transazioni aziendali continua a essere elaborato in COBOL, un linguaggio software progettato negli anni ’50,

almeno stando a quanto affermato da Informationweek.

Per stare al passo con i tempi in un’era di costante accelerazione, però, un’organizzazione deve essere capace di evolversi.
È questo a rendere la digitalizzazione così importante.

D’altra parte, tanto maggiore sarà la digitalizzazione della tua azienda, quanto più complessa sarà la relativa architettura informatica.

Inoltre, data l’immediatezza dei risultati attesi dalla tua azienda come dai clienti, come può la tua organizzazione IT uscirne vincitrice?

Questi sono soltanto due segnali del fatto che potresti aver bisogno dello sviluppo low-code.

Ecco altri indizi che è giunta l’ora di adottare una piattaforma di sviluppo low-code, con i relativi benefici:

7 segnali che indicano che hai bisogno del low-code:

  1. Tutti quei sistemi che hai installato cinque, dieci o persino venti anni fa semplicemente non possono stare al passo con aspettative dei clienti in continua evoluzione. Se non cambi anche tu, non solo avrai più difficoltà ad acquisire nuovi clienti, ma potresti perdere quelli che hai già.
  2. Sei in procinto di capitalizzare nuove opportunità di business, ma non sei in grado di sviluppare le app abbastanza rapidamente per poter sfruttare queste occasioni a tuo vantaggio. Questo si che è un bel grattacapo, di quelli da non avere quando ne va della crescita della propria azienda.
  3. Hai urgente bisogno di sviluppatori software estremamente qualificati, ma è sempre più difficile trovarli e riuscire a tenerseli.
  4. Prendi decisioni sulle operazioni aziendali, ma sei troppo occupato a monitorare dati in ogni angolo dell’azienda per fare un passo indietro e pensare alla visione d’insieme. Per quanto riguarda i tuoi dipendenti, poi, sembra che dedichino più tempo alle ricerche che al lavoro vero e proprio.
  5.  In qualità di responsabile dei processi aziendali, il tuo compito è quello di garantire un’esperienza utente coesa, mobile e omnicanale, ma ti ritrovi con un prodotto frammentario, generato da sistemi tradizionali che non comunicano tra loro.
  6. Operi in un settore fortemente regolamentato e fai fatica a tenere sotto controllo le normative, complesse e in rapida evoluzione, mettendo continuamente a rischio la compliance della tua azienda.
  7. La tua organizzazione IT è travolta da continue richieste. Come sempre, staff e risorse sono limitati, e tu sei preoccupato per la minaccia del cosiddetto shadow IT. Un bel problema.

Non restare indietro nell’era digitale

In fin dei conti, è tutto qua.

Non farti ingannare: quando sei il CXO di un’organizzazione di successo, è facile lasciarsi intrappolare dai sistemi che all’inizio ti hanno portato a superare la concorrenza.

I vecchi software, però, erano progettati per l’economia precedente all’era digitale e si basavano su una singola idea dominante: il raggiungimento di un vantaggio competitivo sostenibile.

Il problema è che oggi le aspettative aumentano più rapidamente di quanto non ci potesse immaginare, e il vantaggio competitivo può essere azzerato in un lampo.

Pertanto, se vuoi rimanere al top nell’era della trasformazione digitale, lo sviluppo low-code non è soltanto un’opzione,ma una necessità.

P.S. Scarica The Forrester Wave™: Low-Code Development Platforms For AD&D Pros, Q4 2017

Scarica la Forrester Wave per le piattaforme di sviluppo low-code

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